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Depurazione Percolato

Progetto dell’impianto di depurazione del percolato della discarica per rifiuti urbani e rifiuti non pericolosi sita in località Legoli nel comune di Peccioli (Pi).

La scelta della tecnologia di trattamento del percolato di una discarica per RSU deve prendere in considerazione i seguenti aspetti:

  • Il trattamento deve poter prescindere dall’età del percolato;
  • La realizzazione deve essere possibilmente modulare;
  • Il processo depurativo deve produrre un effluente a norma;
  • Il processo deve minimizzare i problemi derivanti dalle particolari caratteristiche qualitative del percolato (elevata concentrazione di sostanze organiche ed inorganiche, assenza di fosforo, presenza di metalli, ecc.) e dalla sua irregolare produzione nel tempo;
  • Assenza di problemi di inquinamento secondario (impatti su suolo, sull’atmosfera, etc. );
  • Semplicità tecnologica e di gestione, per poter essere adattato alla situazione dimensionale ed organizzativa delle discariche, vale a dire funzionamento con logiche di controllo e conduzione automatiche e minimizzazione del presidio di operatori;
  • Elasticità nelle fasi di avviamento ed interruzione;
  • Modesti costi di esercizio (possibilità di utilizzare fonti energetiche rinnovabili e/o possibilità di effettuare recuperi energetici da cascami termici, contenimento dei costi di collocazione degli eventuali residui prodotti, etc.);

Studi di fattibilità realizzati al tempo della progettazione dell’impianto sono arrivati a concludere che il processo più adatto a trattare il percolato originato dalla discarica in questione era il trattamento di concentrazione per evaporazione sotto vuoto. Nel caso specifico appariva la tecnologia con maggiori vantaggi, sia in termini di economicità della gestione, che in ordine alla flessibilità di questo tipo di trattamento, anche se i risultati ottenuti in questa direzione hanno messo in evidenza, a causa della diversificazione di specie, concentrazioni e comportamento dei vari agenti inquinanti, la necessità di affiancare alla fase principale di trattamento alcune operazioni di finissaggio.

A seguito delle evidenze citate la logica di processo è stata indirizzata verso una sequenza di operazioni, ossia:

  • Evaporazione sottovuoto del refluo a pH controllato; 
  • Dosaggio di soda nel condensato; 
  • Strippaggio con aria e assorbimento dell’azoto ammoniacale presente nel condensato prodotto dall’evaporazione (con produzione di solfato ammonico al 30-33%); 
  • Trattamento biologico delle condense; 
  • Finissaggio mediante filtrazione su quarzite ed eventuale passaggio su filtri a carboni attivi.

Tale sequenza, anche alla luce delle caratterizzazioni analitiche effettuate sui campioni di condensato e concentrato, consente: 

  • Ottenimento di un condensato con caratteristiche qualitative costantemente nel rispetto dei limiti Normativi (al tempo DLgs 152/99), colonna Scarico in acque superficiali; le condense ottenute possono così essere reimpiegate in discarica come acque industriali (antincendio, lavaggio mezzi, irrigazione, scarichi WC) ovvero essere scaricate; 
  • Conseguimento di rapporti di concentrazione di circa 1315 volte (ogni 1000 litri di percolato trattato si ottengono 6575 litri di concentrato); 
  • Il concentrato – allegato 1, punto 2.3 del D.Lgs. 13 gennaio 2003, nr.36 – può essere confinato all’interno della discarica;

Di seguito sono brevemente descritte le fasi del processo di depurazione del percolato.

Controllo pH ed accumulo

I liquami dallo stoccaggio iniziale pervengono in un dove, tramite sonda di misura viene essere dosato il reagente chimico per garantire che l’evaporazione avvenga in condizioni di pH controllato (moderatamente alcalino). Il refluo viene quindi inviato all'impianto di evaporazione.

Evaporazione

I liquami pervengono all'interno dell'impianto di eva¬porazione, nel quale si realizza l’evaporazione della fase (acquosa che sarà successiva¬mente recuperata per condensazione), conseguentemente si ottiene la concentrazione del residuo fino al valore otti¬male prestabilito. La sezione è composta da una unità evaporativa a doppio effetto a circolazione forzata. Il fabbisogno termico – circa 950 kW – è soddisfatto mediante recupero energetico dai fumi e dal circuito di raffreddamento dei gruppi di cogenerazione presenti in discarica.

 

Committente: P&C S.r.L.

Commessa interna: C165

Progetto: Data 2004

Opere: Data 2005

 

 

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